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Piano triennale, scontro in Comune: la minoranza parla di “bluff” e tagli, la giunta replica «Nessuna risorsa tolta, spostiamo dove serve davvero. Per le vallate 260mila euro in più»

Dopo le accuse di Pietro Piciocchi sulla prima variazione al programma delle opere pubbliche, l’assessore Massimo Ferrante respinge l’idea di tagli e sostiene che nel 2026 restano 13,9 milioni per manutenzioni diffuse. Nel mirino finiscono l’“Accordo Quadro Vallate”, il progetto di Morego legato all’Istituto Italiano di Tecnologia e la Strada dei Filtri in Val Bisagno: per la giunta si tratta di una rimodulazione dovuta a fondi non spesi dalla precedente giunta e a vincoli urbanistici

Il piano triennale delle opere pubbliche diventa terreno di scontro politico a Palazzo Tursi, con la minoranza che attacca la giunta guidata dalla sindaca Silvia Salis e l’amministrazione che replica parlando di ricostruzioni distorte e di una scelta obbligata per far quadrare priorità e risorse. A innescare il botta e risposta è un intervento di Vince Genova, firmato da Pietro Piciocchi (assessore al bilancio nelle precedenti giunte per 8 anni), che definisce la prima variazione al programma triennale come la prova di un divario tra annunci e realtà, contestando in particolare la gestione delle voci legate al dissesto idrogeologico, a Morego e alla Val Bisagno.

Sul fronte della difesa del suolo, Pietro Piciocchi punta l’indice contro lo slittamento al 2027 dell’“Accordo Quadro Vallate” per il 2026, con 300 mila euro che, secondo la critica, sarebbero stati rinviati perché non spesi nell’anno precedente, e considera la scelta incoerente rispetto alle richieste di fondi ben più consistenti rivolte a Stato e Regione. Nello stesso documento la minoranza parla di “bluff” anche su Morego, sostenendo che non sarebbe stato stanziato nulla per il cosiddetto parco dei ricercatori e che l’intervento risulterebbe solo collocato al 2028 e, allo stato, senza copertura. Infine, arriva l’affondo sulla Strada dei Filtri in Val Bisagno e su via Trossarelli, con l’accusa di aver cancellato un’opera che la precedente amministrazione indicava come finanziata per 2 milioni e 700 mila euro, e con il sospetto che, dietro il richiamo agli oneri privati, non ci sia volontà di arrivare davvero alla realizzazione.

La risposta della giunta arriva dall’assessore alle manutenzioni e ai lavori pubblici Massimo Ferrante, che nega qualsiasi taglio e ribalta la cornice: per l’amministrazione la variazione non riduce il livello di investimenti, ma adegua la programmazione per permettere agli uffici di rispondere più rapidamente ai bisogni reali della città. Ferrante sostiene che nel 2026 sono previsti 13.900.000 euro per opere di manutenzione diffusa e che la prima variazione non toglierà risorse, rivendicando invece la necessità di spostare le previsioni di finanziamento dove servono interventi urgenti, in particolare sugli impianti degli edifici pubblici, dagli elettrici ai termici, fino agli idrico-sanitari ed elettromeccanici, citati come indispensabili per sicurezza e fruizione da parte di dipendenti e cittadini.

Sul capitolo “Accordo Quadro Vallate”, l’assessore insiste su un punto politico e tecnico insieme: secondo Massimo Ferrante quello strumento non sarebbe pensato per la prevenzione del dissesto idrogeologico, ma per interventi di riqualificazione urbana di entità contenuta, e richiama come esempi recenti la sistemazione di aree gioco, il rinnovo di attrezzature ludiche, staccionate e recinzioni anche con funzioni di anti-intrusione della fauna selvatica, oltre a riqualificazioni di aree verdi e giardini. Nella sua ricostruzione, inoltre, sull’accordo ci sarebbe ancora una dotazione superiore a 260 mila euro più imposta sul valore aggiunto che la precedente amministrazione non avrebbe utilizzato interamente, con fondi mutuati del 2024 ancora da spendere e, secondo quanto viene sostenuto, l’intero pacchetto dei fondi mutuati nel 2025.

Per Morego, Massimo Ferrante precisa che il progetto sarebbe già stato ultimato per interventi stimati in un milione di euro e che l’inserimento nel programma triennale avrebbe lo scopo di consentire agli uffici di partecipare a un bando di prossima pubblicazione, rinviando l’adeguamento definitivo del programma a un successivo passaggio in Consiglio comunale nel caso in cui il finanziamento venga ottenuto. Quanto alla Strada dei Filtri, l’assessore richiama una norma speciale del Piano urbanistico comunale e una convenzione urbanistica del 22 settembre 1998, sostenendo che realizzazione e manutenzione del collegamento viario rientrerebbero tra gli oneri a carico di un soggetto privato; per la giunta, dunque, lo stralcio dal programma triennale sarebbe un atto dovuto e, se si volesse finanziarla con risorse pubbliche, sarebbe necessario prima modificare il Piano urbanistico comunale.

Il confronto, insomma, non è solo sui numeri ma su cosa quei numeri rappresentino: per la minoranza lo spostamento di capitoli e la mancanza di coperture immediate mostrerebbero una distanza dagli impegni annunciati, mentre per la giunta la variazione sarebbe una manovra di realismo amministrativo, fatta per evitare di lasciare fondi “fermi” e per coprire urgenze che incidono sulla sicurezza quotidiana. In mezzo restano i nodi politici che difficilmente si scioglieranno fuori dalle commissioni e dall’aula: dissesto, mobilità in Val Bisagno e investimenti su Morego sono temi che, a Genova, raramente concedono tregua.


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